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ECO CARTA

Martedì, 14 Gennaio 2014 01:00
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La parola d’ordine è riciclare!

Utilizzare solo materiali 100% convertibili è un atto d’amore verso l’ambiente.

Il “design cosciente” inizia proprio qui, dalla materia prima, la carta – eco compatibile.

Per capirne di più diamo un veloce sguardo anche alla storia.

Fino al secolo scorso la carta era fatta prevalentemente con stracci, cordame o canapa, metodo andato in crisi soprattutto per le continue epidemie di peste che spingevano a bruciare vestiti e stracci contaminati causando il drastico calo della materia prima.

Con il tempo si è scoperto che la carta migliore è prodotta dal legno, ottenibile solo dagli alberi quali conifere (abeti e pini) o da latifoglie (eucalipto, betulla e pioppo).

Questo ha portato al disboscamento di migliaia di ettari di foreste, circa l’80% è andato distrutto.

Per prevenire ulteriori danni ambientali la scienza si è impegnata nella ricerca di materie alternative.

E stata scoperta ed applicata come materia prima la; paglia, residui di graminacee (mais, frumento e riso) e residui di lavorazioni della canna da zucchero e barbabietola, residui della spremitura degli agrumi (arance e limoni) e gli esuberi marini come le alghe; piante come il kenaf, il sorgo, il cotone, il lino e molte altre a veloce rinnovabilità e ad altissima resa.

Da queste materie nascono varie tipologie di eco carta, fra le quali possiamo citare:

La Recycled paper, che assembla una elevata parte di fibre riciclate post consumo a fibre certificate FSC, sulle sfumature della terra

La Tree Free, le cui fibre che la compongono, derivano da piante autorigeneranti, come il bambù, la canapa, il cotone

La Fruit Paper dove le fibre di frutta raccolte da residui di produzione si combinano con le fibre FSC, dando vita a intriganti carte colorate che trasmettono l’energia della frutta.

Ma il vero riciclo nasce con la carta da macero, utilizzata sempre di più nelle cartiere.

Il macero però presenta dei limiti.

Il riciclaggio delle fibre può avvenire da 5 a 7 volte in quanto ad ogni ciclo le fibre si deteriorano in misura maggiore.

Il materiale più scadente viene utilizzato in genere per la produzione di cartone, il migliore per la produzione di carta da stampa o carte speciali.

Circa due milioni di tonnellate di carta da macero sono importate dall’estero, a causa del modesto livello di raccolta interna (Italiana), con la conseguenza di un maggiore costo del macero utilizzato e di una minore competitività dell’industria cartaria italiana rispetto alla concorrenza internazionale.
Occorre poi sottolineare che viene importata anche la quasi totalità della fibra vergine.

Quando parliamo di ambiente parliamo di Greenpace, per il quale la carta utilizzata in campo editoriale e consumer dovrebbe soddisfare questi semplici parametri:

- non contenere fibre provenienti da foreste primarie o da foreste di alto valore ambientale, individuate con specifiche caratteristiche dal Forest Stewardship Council;

- deve contenere almeno il 50% di fibre da post-consumo (riciclata) e prodotta con tecnologie pulite;

- nel caso di presenza di fibre vergini, queste devono provenire da fibre non legnose o, se provenienti da legno, da coltivazioni certificate FSC;

- tutta la carta deve essere lavorata senza l’uso di cloro, utilizzando al suo posto acqua ossigenata oppure ozono.

Per fortuna la coscienza dei consumatori negli ultimi anni sta sta cambiando notevolmente. L’uomo è più sensibili alle tematiche ambientali, dato confermato nel corso del Salone del Libro di Torino 2004, a seguito di un’ indagine tra i partecipanti da cui è risultato come il 90% degli intervistati accetterebbe di pagare fino a un 5% in più il proprio libro se stampato su carta amica delle foreste.

Le certificazioni della carta ecologica sono:

- Ecolabel Europeo – Marchio comunitario di qualità ecologica, volontario e selettivo basato sulla valutazione delle qualità ecologiche e di prestazione di tutto il ciclo di vita del prodotto; nato nel ’92 e ora sottoposto a regolamento del 2000;

- Angelo Azzurro – Marchio Tedesco, precursore dell’Ecolabel, nasce nel 1977 e per una decina di anni rimane l’unico programma di etichettatura ecologica;

- Cigno Bianco – Nasce nel 1989 nell’area del nord Europa, ha comunque regole molto meno restrittive rispetto all’Angelo Azzurro e purtroppo certifica anche aziende che utilizzano fibre provenienti da foreste vergini, con una scarsa garanzia ambientale;

- FSC – Internazionale, riguarda principalmente l’uso di legno vergine e la sua provenienza anche se nell’ultimo anno ha iniziato ad occuparsi anche della certificazione del post-consumo.

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